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Giornale online dell'Istituto Comprensivo Cavalieri Milano Scuolamusicale
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Gli studenti si esprimono
 
  Breve, ma intenso, così è stato l'incontro con Francesco D'Adamo   “UNDER WATER PROJECT”
    di Alessandro Giuseppe Marchese, 1°E
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   

Il 27 febbraio 2018, io e la mia classe, abbiamo partecipato al progetto “Under Water Project”, in aula polifunzionale.

Questo progetto consisteva nell’esplorazione dei fondali marini di Portofino. Una biologa ci ha spiegato cosa avremmo fatto. In seguito ci siamo collegati, via Hangout, con un subacqueo che ci ha mostrato la sua attrezzatura.Abbiamo cominciato ad esplorare: il sub ha spiegato che, per difendersi, le stelle marine hanno sviluppato un dermascheletro. Mi ha colpito sapere che alcune di esse si mimetizzano grazie al loro colore rosso che dopoi 5 m di profondità non si vede. Siamo anche riusciti  a vedere un polpo, quindi la biologa ci ha detto che questi animali marini vivono per circa 2 anni perché devono covare le loro uova e quando i cuccioli nascono la madre muore perché, nel frattempo non è riuscita a nutrirsi.

Ci ha anche spiegato la differenza tra polipi e polpi: i polpi sono dei molluschi cefalopodi con un corpo formato da un grande capo e 8 tentacoli, invece i polipi sono lo stato iniziale della vita delle meduse. Esplorando, più in fondo abbiamo trovato una patata di mare che il sub ha sfiorato ed è diventata piccolissima, questo è il suo particolare metodo di difesa.

Dietro ad uno scoglio abbiamo visto una sorta di anguilla e abbiamo scoperto che il suo morso può essere pericoloso perché questo pesce strofina i denti sugli scogli e raccoglie moltissimi batteri.Risalendo abbiamo trovato una Pinna Nobilis : un mollusco bivalve a rischio di estinzione; per questo motivo ne è vietata la pesca.

Abbiamo anche trovato un cetriolo di mare (Oloturia) e un raro esemplare di riccio marino. La sua rarità derivava dalla lunghezza dei suoi aculei.
Mi è piaciuto molto questo progetto, perché non ho mai visto il mare così da vicino e neanche molti dei suoi abitanti.

Mercoledì 7 febbraio, a scuola, è venuto lo scrittore Francesco D’Adamo, autore del libro “Storia d’Iqbal” che tutta la classe ha letto, per un breve incontro con noi studenti.

Il libro racconta il vergognoso sfruttamento del lavoro minorile in Pakistan, e mi ha fatto riflettere su quanto io sia fortunato. L’autore ha cominciato a parlare di sé, del suo passato, della vita di uno scrittore e dei suoi libri.Francesco D’Adamo ci ha raccontato che lui sognava di diventare scrittore già alle elementari, quando il suo maestro, negli ultimi minuti di lezione, leggeva ad alta voce una storia. D’Adamo poi ci ha spiegato cosa fa uno scrittore per scrivere un libro, o cosa, perlomeno, dovrebbe fare: l’autore non aspetta che gli “piova un’idea dall’alto” (come Newton con la mela), o che da un punto sconosciuto dell’universo, un extraterrestre lo colpisca con la freccia dell’ispirazione, ma comincia a buttare giù qualche idea alla rinfusa, dopodiché riordina le idee in una scaletta, proprio come facciamo noi ragazzi per i temi.

A seguire, l’autore ha lasciato spazio alle nostre domande. Alcune le avevamo preparate con la professoressa d’italiano, qualche giorno prima, per essere sicuri di fare bella figura con l’ospite. Tra queste vi era quella di sapere con quali criteri D’Adamo aveva deciso la voce narrante e l’autore ci ha spiegato di aver scelto un personaggio femminile, perché per un racconto così triste serviva qualcuno che raccontasse la storia con affetto e amore che sono prerogative del femminile.

Un’altra domanda era incentrata sui nomi dei protagonisti del libro e così abbiamo saputo che tutti i nomi, ma non la storia, erano inventati, tranne quellodi Iqbal, protagonista della storia, e quello di Eshan Khan, liberatore di bambini schiavi.

Mentre le parole dello scrittore si intrecciavano alle domande dei miei compagni, l’ora è volata via, veloce come il vento. Gli ultimi cinque minuti, dell’incontro, la prof. ce li ha concessi per chiedere le firme all’autore.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Se fossi stato Anne Frank  

di Federico De Nuccio 2°B  
 
 
 
 
   
   
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 

"I giorni in questa soffitta sono strazianti. La noia e la desolazione, anche se siamo in otto, ti spingono a cercare una qualsiasi cosa che ti faccia, anche minimamente, tornare il sorriso, anche per un attimo. Peter sta iniziando a essermi simpatico. Non so dove tutti troviamo la forza di continuare e, soprattutto, di vivere e di sopportare questa emarginazione. Non posso neanche dire quanto mi manca la mia vecchia vita, la mia bicicletta, le mie amiche e la scuola, è come se mi avessero tolto un pezzo della mia anima. Mi sento vuota. La vita in questo periodo sembra quasi finta, si fanno sempre le stesse cose. Per non parlare del mio compagno di stanza, il malumore in persona. Non posso dire niente, di sera a etto, che lui subito mi grida contro. Insomma, stare qui fa passare la voglia di vivere. Sono convinta che una persona senza a fede che ho io, in questo momento si sarebbe suicidata. Anche se ci dicono che la guerra sta andando bene, io so che non è così. Desidero tanto che tutto questo finisca e, soprattutto, ho voglia di tornare a vivere veramente"

 
   
   
   
 
   
 
 
 
 
 
 
     
Sogno di una notte di mezza estate, lo spettacolo della 2C  

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
  Mai più senza teatro  
  La 2° C  
 

Il teatro può essere davvero un'esperienza a volte esaltante, come è successo quest'anno alla seconda C.

Il laboratorio teatrale con l'Associazione la Barca è inizito normalmente come ogni anno, finalizzato alla messa in scena di un copione piuttosto classico, anche se rivisitato in chiave moderna. Quest'anno è toccato a "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare.

Il copione era corposo, le parti da memorizzare piuttosto lunghe, moltissimi i personaggi a complicare la sfida. Nonostante questo, anzichè scoraggiarci, ci siamo appassionati alla stria e abbiamo lavorato con impegno e passione come mai pima d'ora.

E il risultato ci ha ripagati della fatica.

Lo spettacolo è stato davvero fantastico a detta di tutto il pubblico che ha visto solo una partedel nostro lavoro. Tutte le lezioni, le prove, gli errori, le risate, le sgridate dei prof., rimarranno bei ricordi diun lavoro che ci ha reso sempre più uniti e affiatati.

Grazie teatro.

 

Anne Franck a teatro

  Di Caterina Zini 2° A
 

Il giorno 25 Gennaio,la classe 2 A ha assistito allo spettacolo “Diario di Anne Frank”al teatro San Cipriano, diretto dalla regista Laura Moruzzi; la storia narra le tristi vicende della persecuzione degli Ebrei, viste con gli occhi di Anne, costretta a rifugiarsi con la sua famiglia e la famiglia Van Daan nella soffitta dell’ex ufficio del signor Otto Frank. E’stato uno spettacolo che mi ha molto colpito: ti faceva proprio capire cosa significava vivere nella PAURA. Ho provato angoscia, felicità, tristezza e paura tutte nello stesso momento. Uno spettacolo fatto bene anche dal punto di vista degli attori: molto bravi a interpretare la loro parte, soprattutto Anne, interpretata da una ragazza di diciannove anni, che mi ha fatto proprio capire come si sentiva: nonostante la situazione, era quasi sempre molto allegra.

Questo spettacolo mi ha anche fatto capire come fosse facile litigare quando si viveva in otto tutti pigiati in una soffitta. Il palco era allestito bene, anche se io mi immaginavo una soffitta un po’ più disordinata e ammassata di scatoloni. Penso sia stata un’esperienza unica e che sia importante approfondire questa tematica tra di noi, perché quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
  Progetto "VaccinarSI"  
 

Durante la settimana dedicata al recupero e al potenziamento, alcuni studenti hanno partecipato all’attività proposta dal Professor Galati riguardante i vaccini e alcune malattie da eradicare. Ecco alcuni commenti dei ragazzi che hanno partecipato.

LUDOVICA PATARNELLO 3E. "Questo progetto mi è piaciuto moltissimo perché, oltre ad interessarmi, ha fatto si che potessi conoscere i particolari di alcuni virus e batteri contro cui mi vaccino e che potessi essere più consapevole dei danni che possono provocare alla mia salute. Dopo queste lezioni sono ancora più convinta di prima sul fatto che sia di fondamentale importanza vaccinarsi per proteggere sia me stessa che la gente che mi circonda”

SANDY DANESE 3D. Quando leggevo sul giornale le notizie sulle discussioni dei vaccini pensavo che vaccinarsi fosse qualcosa che si dovesse fare con obbligo senza darne particolare importanza. Ma dopo alcune lezioni di “VaccinarSI'” con il Prof. Galati abbiamo approfondito alcuni Virus che causano malattie e adesso mi rendo conto di quanto siano importanti le vaccinazioni. Grazie alle lezioni coinvolgenti del Prof. Galati posso ora capire meglio le notizie al telegiornale e spiegare ai miei fratelli molte cose che prima non sapevo e non volevo conoscere”.

ALICE MARCOVICCHIO 3H. Il progetto “VaccinarSI'” mi ha incuriosito. In questi tempi i vaccini sono spesso contestati da persone che non sanno quanto siano indispensabili per sconfiggere malattie pericolose come Polio o Tetano. È stato un bel percorso che mi ha fatto capire l'importanza della vaccinazione e mi piacerebbe approfondire ancora questi argomenti”.

EMMA PREATONI 3A. Penso che vaccinarsi sia indispensabile per salvare non solo la propria salute ma anche quella di altre persone che non possono vaccinarsi per motivi di salute o per motivi religiosi. Ringrazio iprofessori per avermi dato la possibilità di partecipare a questo corso che ha trattato argomenti che al giorno d'oggi sono molto importanti ma poco conosciuti”.

SAMUELE MATYS 3F. Nonostante io fossi già in disaccordo con le persone contro i vaccini, è stato molto interessante e, in alcune occasioni, anche divertente partecipare a questo laboratorio. Spero che anche nei prossimi anni si facciano degli incontri del genere anche con i genitori per sensibilizzare lepersone, convincerle a vaccinarsi e vaccinare i propri figli. Sono rimasto molto sorpreso del fatto che in Italia non si faccia molto per la ricerca scientifica e penso che laboratori come questo siano importanti anche per fare in modo che vengano aperti più centri di ricerca”.

 
   
   
   
   
   
    “…E’ un miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perchè esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora nonostante tutto perchè continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo…”  cit. Anne Frank
   
   
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
       
       

 

 

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